| 

Con
il varo della legge 236/93 “Interventi urgenti a favore dell’occupazione”
si pongono le basi per la nascita e lo sviluppo, nel nostro paese, di
un sistema di formazione continua cofinanziato da risorse nazionali.
I
commi 2 e 3 bis dell’articolo 9 prevedono, infatti, che Regioni
e province possono finanziare interventi formativi in favore dei lavoratori
occupati del settore privato in posizione di lavoro dipendente, o di lavoratori
appartenenti a specifiche categorie.
Gli
interventi finanziati attraverso questa legge rappresentano il riconoscimento,
da parte dello stato, del contributo che le imprese offrono alla collettività,
nel momento in cui svolgono una funzione attiva nei confronti dei propri
dipendenti.
Lo stato, dunque, contribuisce a finanziare un piano formativo deciso
dall’azienda, cui si chiede unicamente coerenza con le linee di
azione indicate nelle circolari ministeriali.
La
legge 236/93, trova la sua attuazione tramite circolari attuative emanate
dal Ministero del Lavoro, che stanziano con cadenza pressoché annuale
risorse per il finanziamento di varie tipologie di intervento.
Soggetti
Beneficiari
Possono accedere a tali agevolazioni tulle imprese sia industriali che
artigianali ubicate nelle aree obiettivo 1,2,3 e che rispondono ai requisiti
di PMI e di Grande Impresa.
Destinatari
Sono destinatari delle iniziative i lavoratori di pendenti delle imprese
assoggettate al contributo dio cui all’art.12 della legge n°160/75
relativo ai contributi integrativi per l’assicurazione obbligatoria
contro la disoccupazione involontaria versati all’INPS (nella misura
dello 0,30% del monte salari).
Obiettivi
dell’intervento
Qualifica
Riqualificazione
Aggiornamento

Creato
dal trattato di Roma del’57 il Fse viene definito dal nuovo regolamento
n°1784/99 come lo strumento finanziario che “fornisce il proprio
sostegno a misure volte a prevenire e a combattere la disoccupazione nonché
a sviluppare le risorse umane e l’integrazione sociale nel mercato
del lavoro al fine di promuovere un livello elevato di occupazione, la
parità fra uomini e donne, uno sviluppo sociale duraturo e la coesione
economica e sociale”.
La
programmazione degli interventi finanziati dai Fondi strutturali avviene
tramite un processo che coinvolge la Commissione Europea e gli Stati Membri.
Quella relativa al Fondo Sociale Europeo nelle regioni italiane del centro
– nord (OB.3) ha preso ufficialmente avvio con l’approvazione
da parte della commissione del Quadro Comunitario di Sostegno OB.3 Fse
2000/2006 (approvato con la decisione n°1120 del 18/07/2000).
Programmazione
Fse 2000-2006
In base a quanto disposto dal Regolamento (CE) n°1784/1999 del Parlamento
Europeo e del Consiglio del 12 Luglio 1999, il Fondo Sociale Europeo nel
periodo 2000-2006 sarà uno degli strumenti di sostegno della strategia
europea per l’occupazione e concentrerà i suoi interventi
sull’adeguamento e ammodernamento delle politiche occupazionali
e sull’integrazione sociale nel mercato del lavoro.
Settori
di intervento
-
Politiche
attive del mercato del lavoro volte a prevenire e combattere l’occupazione
-
Lotta
all’esclusione sociale
-
Sviluppo
dei sistemi di formazione professionale e della formazione lungo tutto
l’arco della vita
-
Adattabilità
della forza lavoro e delle imprese ai mutamenti del mercato del lavoro
-
Azioni
positive per le donne
All’interno
di tali settori sono stati individuati tre campi orizzontali di intervento:
- iniziative
locali per l’occupazione
- dimensione
sociale e del mercato del lavoro nella società dell’informazione
- pari
opportunità tra uomini e donne
Le
principali novità riguardo il Fse:
- Come
strumento di sostegno alla strategia europea per l’occupazione,
le linee di intervento del Fse sono coordinate con i Piani Nazionali
per l?occupazione;
- L’approccio
rispetto a settori di intervento piuttosto che a “gruppi bersaglio”
- Il
periodo di programmazione di 7 anni
- La
destinazione di una “ragionevole parte di fondi” alle
ONG (Associazioni non governative) e ai partenariati locali
- La
possibilità di utilizzare le risorse in modo più flessibile,
affiancando alle azioni formative anche iniziative complementari come
la ricerca, l’orientamento, le work experiences, il sostegno
alla creazione di impresa ad un’ampia gamma di azioni di accompagnamento
- L’adozione
di dispositivi premianti per le Regioni che otterranno le migliori
performance di spesa e, d’altro canto, di dispositivi che penalizzeranno
i ritardi degli stati Membri nell’impegno delle risorse
|